mercoledì, 20 maggio 2009

Il Minta parte per Firenze per andare a trovare il suo amico Raniero.

Cerca di uccidersi lanciandosi dal finestrino del treno ma è troppo grasso e non ci passa.

Il suo amico Raniero è in piena “terza fase”.

Le tre fasi sono tipiche di personaggi complessati del cazzo come lui: la prima fase è la “fase del bello”, la seconda è la fase “dell’erudizione”, e la terza è la “fase del vero”.

Quando si arriva al termine della terza fase viene voglia di suicidarsi.

 

Il Minta ha già superato ampiamente questa fase e a stento riesce a mantenersi vivo.

Però con incredibile destrezza riesce ogni volta a non porre fine alla sua esistenza dimmerda.

La scusa dell’obesità non era male.

 

Il Minta non era obeso prima, poi nel tempo lo è diventato a forza di rifiuti subiti dalle tipe. Lui, come ogni bravo coglione, ci provava sempre in discoteca, quando ste sfigate non sentono un cazzo e non capiscono un cazzo.

Poi lui parla in un modo incomprensibile.

Io lo capisco solo perché siamo cresciuti insieme.

 

Lui poi è cresciuto solo in larghezza.

Dice che ha un problema di ghiandole.

 

Secondo me ha un problema di alimentazione.

Detto anche: “Minta, come cazzo fai a dire che hai un problema? Ne avrai una decina, cazzo!”

 

Sì ma non è questo il punto. Il punto è che lui sta andando a Firenze con sto caldo a trovare Raniero.

 

E Raniero non ha il problema ghiandolare del diocane, ma ne ha altri cento.

Raniero è un feticista: lecca le maniglie.

Lecca le maniglie e se lo mena.

Fa ‘ste cose anche fuori casa.

Un vero feticista, quando vede l’oggetto del suo arrapamento, non sa resistere.

 

È andato a vivere a Firenze perché, anni fa, si era convinto che a Firenze non ci fossero maniglie. So che sembra una cosa assurda, ma lui si è convinto di questa stronzata.

Quando è sceso alla stazione si è accorto di aver sempre creduto in una puttanata colossale, ha cercato di scappare da Firenze, ma il David gli ha detto di rimanere.

Lo ha convinto a restare, sì.

Il David gli parla.

Non si sa cosa gli dice, però quotidianamente lui e il David si fanno lunghe chiacchierate.

 

Insomma, ve l’avevo detto che Raniero stava messo peggio del Minta.

 

Adesso che il Minta sta scendendo a Firenze, Raniero sta cercando di convincere il David a schiodarsi per andare a prenderlo in stazione.

La polizia locale, invece, sta cercando di convincere Raniero che il David è una statua.

E non si muove.

 

Non è una situazione facile.

Però bisogna dire che Raniero è mansueto e affabile, quindi non userà mai violenza nei confronti della polizia, né mai alzerà la voce.

È una persona educata.

Problemata, ma educata.

Il Minta sta per arrivare in stazione.

 

Chi mai andrà a prenderlo?

Riuscirà Raniero a capire che il suo amico David è una statua?

E, nel frattempo, il Minta quante volte tenterà di suicidarsi?

 

Non so, devo pensarci.

 

A presto.

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mercoledì, 29 aprile 2009

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Amico Colorato e Walter il cavallo sono due personaggi comparsi in storie precedenti. Quella che vi apprestate a leggere è la trascrizione della loro conversazione in chat.

 

 


Amico Colorato: ciao bellissima

Walter il cavallo: Ciao.


AC: sto cercando delle amicizie colorate i rete

W: io non sono colorato, sono un cavallo.

 

AC: Ahhahah!! Che simpatica che sei!........carina e simpatica!

W: Guarda che ti sbagli, non sono chi pensi.

 

AC: Perché metti subito le mani avanti?

W: Non ho le mani.

 

AC: Ahahahah!! Adoro le ragazze che non si prendono troppo sul serio! Di dove sei, bellissima?

W: Grazie…. Grazie altrettanto.

 

AC: E di dove sei?

W: Livorno…. E dintorni.

 

AC: Sei sposata?

W: No. Anche perché noi cavalli o corriamo o montiamo…… comunque non sono una ragazza.

 

AC: Grande! Anche a me piacciono i cavalli!!! Ci vado spesso con le mie amiche colorate e con i      miei amici drag queen! Io sono di Vigevanelle.

W: Va bene…

 

AC: Senti ma, volevo chiederti: che cosa ci trovi nel sentirti sola?

W: Come?

 

AC: Perché stai sempre lì a chiederti perché sei sola e nessuno ti vuole bene….. Esci!

W: Ma scusa, sei italiano?

 

AC: Sì.

W: Ah bene, ok….

 

AC: Perché?

W: Non così, chiedevo.

 

AC: Lo vedi?

W: Cosa?

 

AC: Lo vedi che sei ispida?

W: Senti, sei un caro ragazzo, mi fa piacere la tua conversazione, ma ho il presentimento che tu sia     un po’ confuso, amico colorato……….. e io devo cagare.

 

AC: Ecco, fate tutte così, voi donne: appena uno vi dà un po’ di confidenza e cerca di aprirvi il           cuore, voi scappate.

W: Bah….. se lo dici tu…………….. a me scappa da cagare.

 

AC: Qualsiasi scusa è buona per non mostrare i vostri sentimenti.

W: Secondo me hai qualche problema.

 

AC: Solo perché sono così aperto?

W: Sì….. solo perché sei aperto.

 

AC: Sei cattiva.

W: Non sono una ragazza.

 

AC: Va bene me ne vado…....se ti va aggiungimi.

W: Va bene.


AC: un bacio dove vuoi ;)

W: grazie.

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giovedì, 12 marzo 2009

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Il mio vicino di casa crede di essere un cavallo.

Nitrisce, scalcia e mangia biada.

Pensate che si è fatto mettere il prato in casa. Ha un impianto di irrigazione sotto il pavimento: una figata supertecnologica.

 

Trotta, galoppa e caga.

È un po’ imbarazzante questa cosa del cagare dappertutto, però è particolare.

Lui caga dappertutto, quando gli scappa.

Non si fa problemi.

 

La sua ragazza, di fronte agli altri, lo rimprovera: “Walter! NON SI FA!”

Poi si giustifica con i presenti facendo smorfie di imbarazzo: “Sapete… Walter si crede un cavallo…”

“E al lavoro come fa?” replica la vecchia dirimpettaia.

“Eh… al lavoro non ci va più. Ha approfittato della crisi, del licenziamento e della depressione per fuggire dalla realtà e diventare un cavallo.” Dice la fidanzata.

“Ma che buona idea! E io che l’ho sempre giudicato uno stronzo.” Replica la signora, che peraltro è di una bassezza sconcertante: sarà alta come il mio cane.

 

In realtà bisogna dire che la fidanzata di Walter è molto fiera di questa sua nuova schizofrenia: lo rende un tipo interessante, particolare e originale. Il fatto che caga dappertutto è un effetto collaterale inevitabile, ma minimo, rispetto alla trendezza dell'essere fidanzata con uno che si crede un cavallo.

 

Walter non guida più.

Però non si fa nemmeno cavalcare, sarebbe troppo facile.

È un cavallo selvaggio, indomabile e recalcitrante.

 

Prima aveva l’hobby di trapanare i muri, ora ha smesso.

Infatti, per noi vicini di casa, è quasi più simpatico ora.

Josefine, la sua fidanzata, è  riuscita a finir di stuccare tutti i buchi che il buon Walter ha fatto in un anno. Si prendeva la briga di bucare il muro per quadri e specchi che in realtà non esistevano.

“Senti Josefine, lo mettiamo là questo quadro?” chiedeva col suo tono deciso.

“Quale quadro, Walter?”

Ma c’era poco da fare.

Stava già trapanando.

 

Ora fa un casino tremendo perché galoppa tutto il giorno, ma almeno non tremano i muri.

Trema il pavimento.

Ma non me ne frega un cazzo perché io abito sopra.

Sono cazzi di quella di sotto.

 

Finita.

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lunedì, 09 marzo 2009

No Gorillas

Un giorno mentre aspettavo il treno ho avuto un’interessante idea per dare una svolta alla mia inutile esistenza.

Tra l’altro sulla banchina c’era un ragazzo che faceva le foto ad una ragazza: come gesto di estrema sottomissione le scattava sdraiato per terra mentre lei in piedi.

In realtà non ho molto capito il senso della cosa, però non è un problema mio.

 

Siccome da un anno a questa parte, seguendo l’attuale ondata di xenofobia, razzismo e omofobia, ho l’abitudine di uscire con un gruppo di ragazzi estremamente violenti, sono inquadrato in una modalità di comportamenti aggressiva.

Facciamo danni, picchiamo persone inermi e ci divertiamo con poco.

 

La penso così, sono convinto di quello che faccio (ma neanche tanto) e mi trovo bene.

 

Di solito creiamo tafferugli inutili, senza senso, per motivazioni stupide e incomprensibili.

Senza finalità.

A volte quando non c’è nessuno ci picchiamo tra noi.

 

Ma è bello.

 

Tuttavia nei rari momenti di solitudine, mi vengono in mente cose fighissime, tipo legarsi lo scroto al parapetto del cavalcavia e lanciarsi sulle macchine in autostrada.

Però da un po’ di tempo non lo facciamo più.

Sono comunque bei ricordi.

 

Da un po’ di tempo a questa parte facciamo i tafferugli con gli zingari.

Va molto di moda, le ragazze ci apprezzano e raccogliamo la stima di tutto il quartiere.

Di solito diamo fuoco alle baracche di notte, scappiamo e la cosa finisce lì.

 

Invece domenica, abbiamo preso l’iniziativa e siamo andati con il prete in un campo fingendoci ciellini e chierici pederasti.

Siamo arrivati e loro ci hanno accolti bene, mentre erano intenti a mungere le capre, sgozzare maiali, costruire oggetti inutili con pezzi di rottami, guardare televisori rotti.

Eravamo perfettamente camuffati nella nostra missione che nessuno ha dubitato nulla fino a che il più emotivo dei nostri ha sbroccato: “Forza, schifosi rumeni dimmerda, tirate fuori le Mercedes e le parabole Tv! Siete degli zingari dimmerda!”

 

A un certo punto, da una baracca un nomade ha sparato un lacrimogeno in dotazione alle forze dell’ordine e i suoi amici hanno tirato fuori gli scudi e ci hanno caricato.

Noi, invece che farci prendere dal panico, abbiamo lanciato i nostri gavettoni di diarrea, ricetta segreta delle forze speciali antisommossa.

C’è stato il delirio.

Abbiamo spaccato tutto.

 

Sono arrivati i poliziotti, guidati dai loro cani e ci hanno arrestato tutti.

 

Sotto interrogatorio, prima del processo ci siamo pentiti.

Abbiamo confessato tutto, anche quello che non abbiamo fatto, e soprattutto abbiamo fatto i nomi di gente che non c’entrava nulla.

Questi sono stati arrestati.

 

Allora abbiamo beneficiato del programma di protezione testimoni.

Ci hanno mandato a vivere in un residence in periferia, di fianco ad un parco naturale, con 5000 euro al mese.

 

Ora stiamo bene.

 

Abbiamo scritto un libro di memorie a testa e importanti case editrici stanno facendo un’asta per acquistare i diritti delle nostre storie.

 

Anzi, consiglio a quelli che abbiamo fatto arrestare ingiustamente, di pentirsi e fare dei nomi. Così potranno anche loro usufruire del programma di protezione testimoni.

Così si sistemano.

 

Poi quelli faranno arrestare altri innocenti, e questi ultimi altri ancora.

 

Fino a che non saremo tutti inquisiti.

 

E aspetteremo con calma l’amnistia e l’indulto per tutti.

 

(questa non fa ridere, lo so...)

(anale.)

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lunedì, 02 marzo 2009

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È passato diverso tempo dall’ultima volta che il mio amico tossico di Udine mi ha aggiornato sulle sue pratiche.

http://storiemoderne.splinder.com/post/19773938/I+CERCHI+NEL+GRANO+-+prima+par

 


L’altro giorno mi si presenta alla porta, tutto bagnato, ricoperto di residui di amido di riso e fango, dicendomi: “Beh? Da quanto tempo vivi con Davide Mengacci?”

Io, stupito della domanda, rispondo con alterigia: “Ma saranno ben cazzi miei! La questione non ti riguarda!”

Non tanto per la privacy della questione, ma perché mi fa incazzare il fatto che ancora non è passato a spalmargli la merda in faccia.

 

La storia della convivenza con Mengacci è molto semplice: un anno fa circa sono entrato in casa di Mengacci e gli ho rubato tutto.

In seguito, lui voleva sucidarsi, io ho fatto l’amico, l’ho consolato e lui è venuto a vivere da me.

Ora sta meglio, fa un programma in TV dove va a scroccare da mangiare nei vari paesi del diocane in giro per l’Italia, e vive la vita alla giornata.

È come un barbone, ma è famoso.

 

Ovviamente non sa che sono stato io a rubargli tutto.

Ma non importa.

Lui non disturba me, io non disturbo lui.

Bisogna dire però che la mia ragazza è alquanto infastidita dalla sua presenza, tenendo presente che io convivo anche con Mentolato. (Se non sapete chi è Mentolato non posso farci nulla. http://www.fotolog.com/mentolato )

 

Mentolato è di famiglia: siamo stati noi ad insegnargli a dire MI DAI IL CULO? a tutti, quindi è come se fosse il nostro animale domestico.

Davide Mengacci invece ha le pretese da superstar televisiva.

Pretese puntualmente disattese con merda in faccia.

E qui arriviamo al punto.

 

“Ma lo sanno tutti, cazzo, che Mengacci abita da me! Dov’eri l’altro giorno che abbiamo gli fatto “LA MERDONA” ? Eh? Dove’eri, porchiddio?” – Replico irritato al mio amico di Udine, che intantosul pianerottolo si toglieva il fango e l’amido di riso di dosso – “Abbiamo organizzato un enorme party, lo abbiamo legato e gli abbiamo fatto mangiare quintali di merda!!! Che figata!”

 

“Eh… Stavo facendo i cerchi nel grano…”

 

“Ancora con ‘sti cerchi nel grano? Ma hai rotto il cazzo! Che cazzo te ne frega di continuare a fare sta cosa? Tanto non ti caga nessuno!”

 

“Sì vabbeh… è inutile che infierisci…” mi diceva triste e sconsolato “Tanto non posso più continuare a farli.”

 

“Perché?”

 

“Con il riscaldamento globale e l’arrivo dei cinesi, i campi si sono allagati per lo scioglimento dei ghiacci e millemila cinesi dimmerda ora stanno a mollo nel mio campo a coltivare riso.”

 

“Ma non dire puttanate.”

 

“Ma cazzo, non vedi che sono coperto di sta merda molliccia e trasparente?”

 

“Sì, la vedo…” – mi giro – “Mengacci, lecca!”

 

“Ma non mangiava solo merda?”

 

“No, ha una dieta varia… è bravo.”

 

“Ah ok…”

 

“Allora che fai? Entri?”

 

“No, aspetto che finisca di leccare poi vado. Ciao.”

 

“Ok, ciao…”

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venerdì, 20 febbraio 2009

Nippinout

"La loro è una meravigliosa storia d'amore, vissuta a migliaia di chilometri di distanza e consumata online. Lei, Rosie, vive negli Stati Uniti, e lui, Aaron, nel Regno Unito. I due si sono conosciuti su Flickr, il popolare sito di condivisione di immagini, e ogni domenica si incontrano virtualmente creando, grazie a Photoshop, un fotomontaggio che li unisce quasi come se fosse una relazione vera." - Articolo da Repubblica.it


Sì ma poi Lui si scopa la qualunque nel suo Regno Unito (che tanto unito non è, dato che inglesi e gallesi stanno valutando, in tempo di crisi, la possibilità di entrare nella comunità europea, mentre gli scozzesi, persi nella nebbia della brughiera, non vedono un cazzo, non sentono un cazzo, non capiscono un cazzo... quindi non valutano proprio un cazzo) mentre Lei, molto brutta, non riesce nemmeno ad avvicinarsi al pensiero di poter toccare un ragazzo vivo, reale.

 

Perché è brutta?

 

Perché nel 90% dei casi le ragazze che riescono a modellare la realtà con tanta perizia, nel suo caso con photoshop, sono vittime di essa, sono schiave della bruttezza, sono… ma che cazzo sto dicendo?

Boh.

Secondo me in realtà Lei è brutta e si photoscioppa tutta.

Amen.


Come finisce la storia?


La storia finisce che Lui, stufo di scoparsi stupide modelline rubate al suo set fotografico e incapaci assistenti gocciolanti, fa fagotto con i beni essenziali per la sopravvivenza (laptop con connssione no limit e Adobe CS) e parte per La Merica per incontrare l’amore dei suoi sogni.

 

Quando arriva a Concordia, in Nebraska, scopre che Lei è un parafango.

È la ragazza più brava del pianeta Terra nel modellare la propria immagine con Photoshop e aveva un contratto con la FOX per un reality.

Il reality consisteva nell’adescare un coglione che si innamorasse di lei via internet, farlo venire a Concordia (paese dimmerda, peraltro) e filmare la sua faccia (di Lui) quando vedeva la sua (di Lei) giunonica bruttezza.

 

Il tutto si chiude con un contratto per lei alla FOX, un posto di lavoro alla Adobe e svariate centinaia di migliaia di dollari per andare in una clinica specializzata in chirurgia estetica.

Lui torna nella brughiera a mangiare fango.

 

Morale:

Lei non era figa, ma a forza di convincersi di esserlo ci è diventata.

Lui era figo, e a forza di giocare con la sua fighezza è diventato uno sfigato.


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domenica, 15 febbraio 2009

Le notizie sono vere [Commento personale in parentesi quadra.]


MICHAEL JACKSON (50 anni) ha una grave infezione alla pelle che è difficile combattere con normali antibiotici.

La star avrebbe contratto l’infezione nel corso di una plastica al naso, rischia la distruzione di tutta l’epidermide.

[Povero Maicol, càpitano tutte a lui]

 

CHARLES DARWIN compie 200 anni.

Lo scienziato è nato il 12 Febbraio 1809 a Shrewsbury, Inghilterra. La sua teoria sull’evoluzione ha cambiato la storia della scienza.

Nel 2009 il 40 % degli americani si dichiara fedele al creazionismo.

[il 70% crede che Saddam Hussein sia uno zar russo, che Osama Bin Laden sia parente di Barak Obama e il 50% crede a Babbo Natale]

 

PAOLO BONOLIS dichiara di ricevere un milione di euro per condurre Sanremo.

“E’ il mercato – dice – e ci lavoro per una anno intero, anche come direttore artistico”.

[Che fatica, povero Bonolis! Intanto Luca Laurenti, handicappato conosciuto per aver vinto alle paralimpiadi la gara di balbuzie, si piglia un altro milione. Solo per balbettare puttanate]

 

IL PRINCIPE HARRY seguirà un corso antirazzismo.

Lo ha deciso l’esercito per punire il figlio di Carlo e Diana dopo le innumerevoli gaffes razziste ai danni dei commilitoni neri e indiani.

[Sti negri eh? Cazzo Harry, sti negri… a proposito, come sta tuo padre? Continua a mangiare la merda?]

 

UGO GABRIELE detto KETTY è stato arrestato/a.

Arrestato il trans boss della camorra. Ventisette anni, era un elemento di spicco del clan degli scissionisti. E accusato/a di far parte di una rete di narcotraffico dalla Spagna a Scampia.

[Da paura! Vai Ketty che in prigione ti diverti]

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venerdì, 06 febbraio 2009
wrenchware
Niente, c’è sta cosa dei cerchi nel grano che va chiarita: un mio amico di Udine è fissato con i cerchi di grano e ne ha già fatti sette.
Poi la cosa è diventata un caso internazionale e forse è un problema.
A me non me ne frega un cazzo dei cerchi nel grano.
“Perché fanno i cerchi nel grano? Perché sono piegati e non spezzati? Come fanno a farlo in una notte? Come fanno? Come fanno? COME FANNO?”.

Come fanno.

Chi cazzo se ne frega.

Tanto non servono a niente.

Però c’è sto mio amico che è stato talmente tartassato dai mass-media su sta faccenda dei cerchi nel grano che ora è lui a farli.
È un problema.
Ci si lamenta dei giovani che si drogano, ma è meglio che continuino a drogarsi piuttosto che rompano i coglioni con sti cerchi del cazzo.
Allora sono giorni che cerco di convincerlo a continuare con la cocaina.

“Ti prego, ricomincia a farti le righette in bagno: E’ MEGLIO!”

In fondo è un debito sociale.
Pensate il costo che ha sputtanare un intero campo di grano in una notte.
Costa molto meno un giovane al SERT.

C’è sto dibattito che va avanti da ore.

Lui si giustifica: “Eh ma a Udine la bamba non è buona, costa molto ed è un sacco rischioso. Mi diverto poco e poi mi spacco i denti.”
E aggiunge: “Se faccio i cerchi nel grano mi sento bene con me stesso, faccio movimento e spendo poco.”

Ok.

Hai ragione.

Io replico: “Ma non puoi pensare che tutti i giovani drogati possano cambiare le loro abitudini in questo modo… Meglio drogarsi, bere e fare incidenti in macchina.
Sennò poi i TG di cosa parlano?”

E poi aggiungo: “Lo sai che il PIL nazionale aumenta con gli incidenti stradali?”

Lui ammutolisce.
Non sa se esser fiero di sta cosa o meno.

Mi risponde che ormai ha trovato la sua strada.

Io gli dico che la deve smettere.

Non ne usciamo da sto discorso.

Ne stiamo ancora parlando
.
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lunedì, 02 febbraio 2009
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Amico Colorato
- Oggi alle 11.58

ciao bellissima ,
sto cercando delle amicizie colorate i rete ...
se ti va aggiugimi ...
un bacio dove vuoi ;)

Storie Moderne - Oggi alle 13.18

coglione, sono un maschio


.........................

Tutto vero.
Mi ha mandato la mail che avete appena letto e ha ricevuto la risposta che avete appena letto.

Quanta disperazione viaggia in rete.
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giovedì, 22 gennaio 2009

Stamattina mi son detto: “Vado ad iscrivermi alla World Toilet Organization”.

È una cosa che volevo fare da tempo, finalmente oggi l’ho fatta.

Ora ricevo periodicamente gli aggiornamenti sulle novità in fatto di cessi e mi sento una persona completa.

Poi ho saputo che Cameron Diaz si è comprata un cesso con la tazza che si riscalda, così, quando appoggia le sue pallide chiappette, non accusa colpi di freddo ed evita spruzzi di diarrea.

È una cosa intelligentissima e di classe.

Perché non farmi mettere un cesso hi-tec?

 

Mi sono informato, sono andato dai giapponesi, e alla Daiwa House ci sono i cessi che fanno mille cose, tra cui analizzare le proteine contenute nell’urina, nel caso venisse voglia di berla.

Siccome il mio amico Mentolato mangia la merda e sovente beve il piscio altrui, quale miglior regalo da fargli?

 

Ce ne sono altri invece dotati di bracci meccanici che puliscono davanti e dietro, con un apposito ionizzatore che spezza le molecole dei cattivi odori.

Ma io dico: “Si può esser così indietro da non averne uno in casa?”

 

Allora oggi alla segreteria della World Toilet Organization (www.worldtoilet.org ) ho preso tutti i depliant informativi per sapere dove vendono i cessi hi-tec.

Mi fanno le segretarie: “Guarda che bisogna spaccare mezza casa perché gli allacci sono diversi, è un casino con le normative e menate varie.”

 Ma io sono deciso: voglio il cesso di Cameron Diaz.

 

Allora vado alla filiale italiana della Toto e c’è un tipo mezzo uomo e mezzo giapponese che mi tira mille seghe per convincermi a comprare i suoi cessi. Io cerco per mezz’ora di fargli capire che sono già convinto.

E che mi deve mollare.

 

In Giappone si provano la pressione seduti sul cesso mentre cagano.

Perché noi no? Perché noi siamo così indietro?

 

Vabbè dicevo, voglio il cesso che fa tutto. Pure che cammina.

Dotato di bracci pulisci-ano, phon asciuga-ano, regolabile, scaldabile, profumabile, etc.

Ce n’è pure uno che ti anal-izza: ha una fotocellula puntata dritta nel tuo ano che riconosce se sei tu o un impostore. In questo caso ti inghiotte nel suo vortice pieno di merda e vieni sputato fuori in una fogna a cielo aperto di Calcutta.

 

Io ora sto scegliendo quello con le sembianze di Mike Bongiorno e che appena lasci lo stronzo dice “ALLEGRIA”.

 

Mi ricorda bei momenti.

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